19 gennaio 2012 | Autore:

Oggi vorrei fare qualche riflessione sui reCaptcha, ma prima di tutto vediamo cosa sono e come funzionano;

Penso che chiunque di voi abbia già incontrato un captcha durante la navigazione, cioè quelle immagini distorte che noi dobbiamo riconoscere per verificare di essere umani e quindi poterci registrar a siti, scaricare file, inviare messaggi o altre attività, i reCaptcha hanno la stessa funzione ma trovano un’utilità a questo servizio cioè sfruttare questo atto di riconoscimento che noi attuiamo per leggere dei libri e digitalizzarli, cosa vuol dire questo? Beh questi captcha particolari sono comporti da 2 parole,  una conosciuta e l’altra invece è presa dalle scansioni di libri (ad esempio vecchi libri o manoscritti), l’idea di base è se io inserisco correttamente la parola di controllo probabilmente scriverò correttamente anche quella sconosciuta, e se un determinato numero di persone (wikipedia dice 3 persone, io spero siano un po di più) da la stessa soluzione quella viene considerata come attendibile, quindi si passa ad un’altra immagine e si continua;

Visto la quantità di captcha che vengono risolti ogni giorno, sicuramente questo è un impiego utile ma trovo che sia purtroppo poco affidabile, o meglio potrebbe esserlo se si volesse danneggiare il sistema, infatti se io inserisco soltanto la parola conosciuta (io non dovrei sapere qualche sia, ma questo lo vedremo dopo) e niente di più il sistema mi lascia autenticare, non so bene se questo vada anche a danneggiare il sistema di digitalizzazione dei libri o se in un secondo momento una risposta vuota venga scartata, sicuramente non viene scartata una risposta errata (altrimenti se già avessero la soluzione non ci sarebbe questo sistema); possiamo quindi dire che un punto fondamentale di questo procedimento è che l’utente non sappia quale sia la parola di controllo da quella da identificare;

Ora, come faccio io a capire quale sia la parte “conosciuta” e che viene controllata rispetto a quella ignota?

Beh innanzitutto partiamo da presupposto che una delle due parole sarà probabilmente una parola valida in qualche lingua, mentre l’altra non sempre o difficilmente lo sarà, e poi prendendo due esempi possiamo andare oltre e avere ulteriori certezze:

Qua due tipiche immagini che possiamo trovare in un reCaptcha, ora cosa notiamo subito, che una delle due parola è come alterata con quella macchia per renderla più difficile da riconoscere, ed è anche stata “distorta” sempre per lo stesso motivo, mentre l’altra nel primo caso è una semplice parola in inglese e nel secondo una frazione, ma potrebbe essere un pezzo di un indice o altri valori che possiamo trovare in normale testo, quindi possiamo con certezza affermare che le due parole senza significato e alterate sono quelle conosciute dal sistema, perchè tornando a ciò che si pone di risolvere questo sistema: se io riesco a trovare la soluzione a quelle parole difficili, “sicuramente” riuscirò a leggere le altre; bene ma se ora noi sappiamo cosa si aspetta il sistema basta “accontentarlo” e noi passeremo questo controllo in modo veloce inserendo solo la parola di controllo.

Naturalmente non sempre troveremo una parola così ovvia (anche se durante la stesura di questo articolo mi è capitato più spesso di quanto immaginassi) con una macchia, ma capita di trovare parole con due righe sopra, come capitano alcuni casi difficili da identificare; ma vediamo cosa comporta questa conoscenza (da un grande potere derivano grandi responsabilità), ora io che ora so come funziona e che posso risparmiare del tempo perchè dovrei continuare ad aiutare Google (reCaptcha è stato comprato da Google qualche tempo fa) a tradurre i suoi libri e indicizzare il tutto per il suo motore di ricerca?

Beh sinceramente non saprei darti un motivo, se non che ora essendo a conoscenza di come funzionano, sei consapevole che è anche grazie a te se molti antichi testi sono disponibili in digitale; il grosso problema è se da domani tutti iniziassero ad inserire solo una delle due parole o peggio ancora scrivendo un testo sbagliato, si andrà a danneggiare questo processo, naturalmente il numero di persone deve essere elevato altrimenti non verrebbe molto “danneggiato” ma solo rallentato, per fortuna.

Google secondo me dovrebbe migliorare questo sistema cercando di usare due immagini il più simili possibili o comunque non così facilmente distinguibili, così da far perdere più tempo per distinguere quella di controllo che non ad inserirle entrambe e così superare il controllo.

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15 dicembre 2011 | Autore:

Visto la recente decisione di HP di rilasciare (non si sa ancora quando) webOS (non si sa neanche se verranno rilasciate tutte le versione o solo l’ultima la 3) come Open Source(vorrei poter dire Software Libero ma non si sa ancora), ma non è ancora stato deciso (o almeno reso pubblico) che tipo di licenza verrà usata, in questo post vorrei esternare il mio punto di vista e del perchè HP dovrebbe usare la GPL.

Innanzitutto la GPL sarebbe da preferire a priori, visto che è l’unica licenza che protegge sia lo sviluppatore e sia l’utilizzatore, adesso cercherò di spiegarvi  brevemente il perchè.
La GPL è sicura per l’utilizzatore finale, perchè si può (non si è obbligati ad allegarlo insieme al software ma si è obbligati a fornirlo su richiesta) avere a disposizione il codice sorgente del prodotto, questo comporta che il codice può essere controllato da un elevato numero di persone anche molto esperte, quindi più sicurezza; si ha la possibilità di sapere cosa tal prodotto sta facendo, quindi trasparenza nell’uso dei dati, e di conseguenza si ha sicurezza e tranquillità di star usando un prodotto sicuro; ma protegge anche gli sviluppatori, perchè obbliga chi volesse modificare il software a rilasciarlo con la stessa licenza, quindi preservare questa libertà, questo implica che se un’altra persona usa il mio software e lo migliora, se lo ridistribuisce (quindi potrebbe farmi concorrenza) io ho modo di avere queste modifiche ed applicarle al mio lavoro originale se sono interessato a farlo, quindi non viene sfruttato il mio lavoro ma bensì viene “solo” usato ed entrambi ne beneficiamo, cosa che non accade con licenze di tipo BSD, MIT e Apache.

Ora che sappiamo come la GPL funziona (a grandi linee), vediamo di applicarla ad HP e a webOS. Prosegui la lettura…

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8 dicembre 2011 | Autore:

Giusto oggi è finalmente disponibile nel catalog ufficiale webOS la mia ultima applicazione, Bandit Rocks! vediamo di capire cos’è;

Questa applicazione permette di ascoltare in streaming via internet la stazione radio svedese Bandit Rock, una stazione appunto rock/metal decisamente non male, e visto che ora mi trovo qua ed è l’unica stazione radio che riesco ad ascoltare ho deciso che dovevo trovare il modo poterlo fare ovunque e comunque (soprattutto quando non sarò più in Svezia) quindi ho provato vari programmi per ascoltare le radio online, ma io volevo qualcosa in più, volevo poter sapere quale canzone stavo ascoltando in quel momento (grazie a questa radio ho scoperto nuovi gruppi infatti) e da li ho deciso di svilupparmi un’applicazione tutta mia che facesse ciò che mi serviva, ora supporta lo streaming (naturalmente serve un collegamento internet decente) e permette di vedere il titolo e artista della canzone attualmente in esecuzione, ma fa di più infatti tiene uno storico delle canzoni ascoltate dall’apertura dell’applicazione; e come chicca finale permette l’invio (per ora solo via email) della playlist (tutta o solo la canzone attualmente in esecuzione) così da poter riascoltare le canzoni migliori anche sul computer.

L’applicazione è appunto alla sua prima release ma ho già in programma diversi sviluppi futuri per espandere le funzionalità e le possibilità di questa semplice ma molto utile applicazione.

Con questo voglio informarmi che ho aggiunto una nuova voce nella sezione Progetti alle Applicazioni webOS tra cui ho naturalmente inserito questa.

Vi lascio con qualche link utile; fatemi sapere che ne pensate !!!!

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7 luglio 2011 | Autore:

Qualche giorno fa ho consegnato un progetto per un esame che dovevo dare, questo comportava la realizzazione di una applicazione web, subito ho pensato a concludere e-wishlist, ma poi visto la consegna del compito avrei dovuto snaturare il mio vecchio progetto, così deciso di puntare su questo,che consiste nella creazione di un evento, la possibilità di scegliere i talk e gli utenti dopo essersi registrati possono iscriversi ai vari talk

questo progetto si chiama DMEvent

Questo progetto comunque mi ha fatto sviluppare parti che sicuramente potranno essere integrate in e-wishlist, quindi se siete interessati al progetto rimante collegati che spero con del tempo a disposizione di poterlo proseguire ;)

vi lascio con il link alla pagina  e aspetto vostri commenti ;)

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27 maggio 2011 | Autore:

A casa mia ho Sky, e da qualche tempo ho acquistato la loro chiavetta per il digitale terrestre, decisamente comoda se si ha già sky così gestisci tutto da un solo dispositivo, questa chiavetta, che si chiama Digital Key è una normale chiavetta DVB USB allora mi sono chiesto ma funzionerà sulla mia Debian?

Ho scoperto che i driver a867 funzionano egregiamente, l’unica cosa è che bisogna compilarseli, e va bhe, facciamolo, io ho da poco compilato il kernel 2.6.37.2 e i driver sono dati per funzionanti fino alla versione 2.6.35, infatti non si compilavano davano un bell’errore sulla dichiarazione di init_MUTEX, va bhe fatto sta che grazie al caro PaulTT siamo riusciti a sistemare i driver e quindi compilarli, qua trovate la patch per sistemare i driver, l’attuale versione del driver è la 1.0.28, spero in futuro aggiornino e risolvano tale problema.

per usare la patch copiate il file nella directory dei sorgenti e date il seguente comando patch -p1 < patch_a867_1.0.28-1.patch e dopo il normale make e sudo make install

bene adesso dovrebbe funzionare tutto, per vedere qualche canale potete o usare kaffeine (player di kde), che permette di fare lo scan dei canali e vederli dalla sua interfaccia grafica, oppure usare mplayer (in questo caso bisogna generarsi la lista dei canali a mano)

ora potete godervi il digitale ovunque abbiate un’antenna :D e visto le dimensioni ridotte della pennetta è proprio comoda da portare in giro.

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